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COSTI PER I TRATTAMENTI DI PROCREAZIONE ASSISTITA PMA


L'INFERTILITÀ PRESENTA MOLTEPLICI OPZIONI CURATIVE


Progenies propone tutte le tipologie di trattamenti di procreazione assistita

La complessità e la varietà di patologie che stanno sotto la definizione a cui ci si riferisce con la generica definizione di “infertilità” fanno sì che siano stati sviluppati e resi disponibili molteplici trattamenti. Una volta valutato il vostro caso, saremo in grado di scegliere il percorso terapeutico adatto alle vostre esigenze che presenti la più alta percentuale di successo.

I COSTI


Il centro Progenies offre l’opportunità a tutte le coppie, anche quelle che non dispongono di ingenti risorse finanziarie, di superare i propri problemi di fertilità.

Proponiamo tutte le tipologie di trattamenti di Procreazione Assistita, effettuabili in modalità diverse, che tengano conto delle possibilità economiche di ciascun paziente. Presso i nostri centri è possibile effettuare:
Consulenza preliminare di coppia con un medico dell’équipe, dai 130 € ai 180 €
Trattamenti di I livello e II livello, ad esempio:
Trattamento IAH su ciclo naturale 300 €
Trattamento IUI su ciclo indotto 450 €
FIVET/ICSI, da 3.000 € a 3.650 €


Induzione dell’ovulazione
L’induzione dell’ovulazione rappresenta la prima fase della maggior parte dei trattamenti di fecondazione medicalmente assistita. Consiste nella stimolazione farmacologica delle ovaie al fine di produrre il maggior numero di ovociti). Questo trattamento viene eseguito anche alle donne con problemi di irregolarità mestruale. La stimolazione ovarica è necessaria per aumentare le probabilità complessive di raggiungere una gravidanza grazie ad un numero maggiore di ovociti prodotti. Perché ricorrere alla stimolazione ovarica? La donna normalmente produce un singolo ovocita al mese in un ciclo ovulatorio spontaneo. L’obiettivo di un trattamento di fecondazione in vitro è invece quello di ottenere più ovociti maturi per aumentare le chance di successo del trattamento. Per questo motivo la paziente segue una terapia farmacologica ormonale per indurre una crescita follicolare multipla e poter quindi prelevare un numero maggiore di ovociti maturi. Il trattamento di stimolazione dura in media 10-12 giorni e la paziente assume farmaci che inducono l’ovulazione. In contemporanea, la crescita follicolare viene attentamente monitorata tramite controlli ecografici ed esami ematici.
IUI – Inseminazione intrauterina
Quando la difficoltà di ottenere una gravidanza non è riconducibile ad una precisa patologia dal lato femminile ed il liquido seminale mostra caratteristiche di normalità secondo i parametri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), si può intraprendere uno dei percorsi meno invasivi: l’inseminazione intrauterina (IUI). Questo trattamento può prevedere una prima fase di stimolazione ovarica (ove necessaria) seguita dal trasferimento del liquido seminale, opportunamente trattato in laboratorio, nella cavità uterina della paziente tramite un catetere. Nel caso in cui sia necessaria una stimolazione ormonale la paziente viene costantemente monitorata affinché la produzione di follicoli non sia troppo elevata portando al rischio di gravidanze multiple. Nel caso in cui Il quadro clinico risultasse più complesso, si deve ricorrere a trattamenti di fecondazione in vitro, in cui gli ovociti vengono prelevati dalla partner femminile tramite il Pick Up ovocitario e la fecondazione e lo sviluppo embrionale avvengono in laboratorio.
FIVET (fecondazione in vitro con trasferimento dell'embrione):
Nella FIVET gli ovociti prelevati vengono posti ad incubare in una piastra da coltura assieme ad una adeguata quantità di spermatozoi. Trascorso il tempo d’incubazione (16-20h) si controlla che sia avvenuta la corretta fecondazione degli ovociti e gli embrioni che ne derivano vengono tenuti in coltura fino al momento del transfer o del congelamento. L’esito del trattamento viene di norma confermato dopo due settimane, tramite il dosaggio delle β-HCG con un semplice prelievo di sangue. La fecondazione in vitro si articola in diverse fasi: si parte dalla stimolazione ovarica, si esegue la fecondazione in vitro vera e propria con conseguente coltura dell’embrione, fino al trasferimento degli embrioni nella cavità uterina.
ICSI - Iniezione Intracitoplasmatica degli Spermatozoi
L’ICSI è una tecnica di fecondazione assistita simile alla FIVET. Entrambi i trattamenti vengono effettuati in vitro, ma mentre nella FIVET ovociti e spermatozoi vengono semplicemente messi a contatto e costantemente monitorati, con l’ ICSI il singolo spermatozoo viene iniettato direttamente all’interno dell’ovocita. Resta invariata la prima fase di stimolazione ovarica farmacologica. Questo trattamento risulta essere una soluzione alla grande maggioranza dei problemi di infertilità maschile, perché garantisce un elevato aiuto alla fecondazione.
IMSI – Iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi morfologicamente selezionati
L’IMSI, è una tecnica di fecondazione assistita molto recente, e nasce come sviluppo e ottimizzazione dell’ ICSI . Come in quest’ultima, l’inseminazione avviene in vitro, iniettando uno spermatozoo all’interno dell’ovocita: la sostanziale differenza è che in questo caso lo spermatozoo viene selezionato ad alto ingrandimento (oltre 6000 volte), osservandolo morfologicamente grazie ad un particolare obiettivo ad alta risoluzione applicato ad un microscopio di ultima generazione. Vengono quindi messi in evidenza la morfologia del nucleo e di altri organelli cellulari rendendo così possibile isolare le cellule riproduttive maschili sane da quelle che presentano anomalie.
PESA TESA TESE
PESA, TESA e TESE sono tecniche di recupero degli spermatozoi cui si ricorre quando questi non sono presenti nel seme (condizione definita azoospermia). Talvolta, infatti, gli spermatozoi possono essere rinvenuti nel testicolo o nell’epididimo, il dotto connesso al testicolo. In entrambi i casi, il chirurgo procederà al recupero dei gameti attraverso un ago inserito nella cute (tecniche di PESA e TESA). Qualora non fosse possibile eseguire l’aspirazione degli spermatozoi, si procederà invece con la TESE (estrazione degli spermatozoi tramite biopsia testicolare). Dopo aver eseguito il prelievo, in caso di presenza di spermatozoi, si procederà al trattamento ICSI (Iniezione intracitoplasmatica degli spermatozoi).
Crioconservazione
La crioconservazione è una tecnica volta a garantire la conservazione dei gameti maschili, dei gameti femminili e degli embrioni, attraverso il loro mantenimento in azoto liquido a basse temperature. In queste condizioni, le cellule mantengono per lungo tempo inalterate le loro possibilità di sopravvivenza e la loro funzionalità, per essere riutilizzate nel momento in cui si è alla ricerca di una gravidanza.

Crioconservazione di spermatozoi

La crioconservazione degli spermatozoi è una metodica semplice ed efficace,. Si tratta di una tecnica che consente, inoltre, di preservare anche gli spermatozoi ottenuti chirurgicamente dal testicolo o dall’epididimo, al fine di evitare al paziente di sottoporsi ad un intervento chirurgico per ogni ciclo di fecondazione assistita affrontato.

Crioconservazione di embrioni

Per la legislazione italiana la crioconservazione degli embrioni è consentita nei casi previsti dalla legge 40/2004 rivisti alla luce della sentenza 151/2009 della Corte Costituzionale. Nell’80% dei casi gli embrioni sopravvivono allo scongelamento e le attuali percentuali di gravidanza possono variare dal 15% al 20%, a seconda dell’età della paziente e della qualità degli embrioni trasferiti.

Crioconservazione di ovociti

Generalmente si ricorre alla crioconservazione degli ovociti dopo una stimolazione ovarica, quando si sono raccolti un elevato numero di ovociti e si vogliono conservare per un eventuale ripetizione del trattamento senza dover ricorrere ad una nuova stimolazione ovarica. Dopo lo scongelamento gli ovociti che sono stati crioconservati vengono sempre inseminati con la tecnica ICSI in quanto il congelamento prevede la rimozione delle cellule che circondano l’ovocita (il cumulo ooforo) che, pur non avendo un ruolo diretto nella fecondazione, sono necessarie alla penetrazione dello spermatozoo nella FIVET . E’ anche possibile ricorrere all’autoconservazione ovocitaria in cui i propri ovociti vengono crioconservati allo scopo di preservare la fertilità nel corso del tempo. L’autoconservazione ovocitaria viene sempre più spesso utilizzata in donne giovani che vogliono posticipare il momento per pianificare una gravidanza o in donne con specifiche problematiche che potrebbero compromettere la riserva ovarica. L’autoconservazione ovocitaria è in questi casi un’alternativa valida ed efficace per preservare la propria fertilità.
PGS - Screening preimpianto delle aneuploidie
In anni molto recenti si è imposta all’attenzione la tecnica PGS (oggi chiamata anche PGT-A), ovvero la diagnosi preimpianto per la ricerca di aneuploidie cromosomiche nell’embrione. Le aneuploidie sono uno “sbilanciamento” nel numero di cromosomi normalmente presenti nelle cellule; si è rilevato che tale anomalia è una caratteristica molto frequente negli embrioni umani e può impedire l’impianto o dare luogo ad aborto precoce entro il primo trimestre di gravidanza. E’ noto inoltre che alcune sindromi siano causate da aneuploidie cromosomiche, come la Sindrome di Down indotta dalla trisomia del cromosoma 21. Gli embrioni che presentano tali anomalie possono però risultare del tutto normali morfologicamente ed è quindi necessario eseguire un’analisi dei loro cromosomi per poterne valutare l’assetto cromosomico. La PGS viene quindi eseguita per identificare e trasferire gli embrioni euploidi a maggior potenziale di sviluppo. Come nel caso della diagnosi genetica preimpianto, anche per la PGS è necessario eseguire una biopsia sugli embrioni allo stadio di blastocisti ed inviare le cellule prelevate al laboratorio di biologia molecolare. Gli embrioni in attesa di referto possono essere mantenuti in coltura per essere eventualmente trasferiti a fresco o essere congelati e trasferiti in un secondo momento.
PGD – Diagnosi genetica preimpianto
La diagnosi genetica preimpianto è l’indagine genetica degli embrioni effettuata prima del loro trasferimento in utero. Questa analisi viene eseguita nel caso in cui i futuri genitori siano portatori di malattie genetiche ereditarie, come la β-Talassemia o la Fibrosi Cistica, che possono essere trasmesse ai propri figli. Essendo un’indagine che si esegue su embrioni ai primi stadi di sviluppo, è necessario ricorrere alla fecondazione in vitro per identificare quali embrioni siano sani prima del loro trasferimento in utero. Gli embrioni vengono analizzati al 5°-6° giorno di sviluppo, lo stadio di blastocisti, prelevando una piccola porzione di cellule dallo strato esterno, il trofoectoderma. La biopsia così prelevata verrà analizzata dal laboratorio di biologia molecolare mentre l’embrione verrà tenuto in coltura o crioconservato in attesa del referto ed eventualmente del trasferimento in utero.
Trattamenti di Procreazione Assistita di tipo eterologo
La fecondazione eterologa è una tecnica di laboratorio che impiega i gameti, maschili, femminili o entrambi, di donatori esterni alla coppia. Questo tipo di percorso è consigliato a chi, pur desiderando un figlio, non riesce ad averne tramite fecondazione omologa. L’eterologa è tornata attuabile in Italia nel 2014: una conquista per tutte quelle coppie che, prima della sentenza della Corte costituzionale, avrebbero dovuto rivolgersi a cliniche estere per ottenere questo tipo di trattamenti. La fecondazione eterologa vanta percentuali di successo addirittura superiori a quella omologa: questo perché, facendo ricorso agli ovociti di una donatrice si supera anche l’ostacolo dell’età della paziente, che di norma è uno dei problemi principali da affrontare. I gameti, sia femminili che maschili, vengono reperiti attraverso banche del seme e di ovociti di donatori selezionati secondo le normative vigenti nel nostro Paese. I donatori sono sottoposti ad una attenta valutazione clinica e psicologica, che permette loro di entrare nei programmi di donazione delle banche e di conseguenza di poter effettivamente contribuire, tramite la donazione, alla soluzione dell’ostacolo alla genitorialità delle coppie che devono ricorrere a questo tipo di trattamenti. Per quanto riguarda i criteri in base ai quali selezionare i donatori e le donatrici, uno di questi è l’età: le donatrici devono avere un’età compresa tra i 20 e i 35 anni e i donatori devono essere tra i 18 e i 40 anni . Una volta individuati i donatori e ottenuti i gameti ciascuna coppia viene preparata alla tecnica più opportuna: come nel caso dei trattamenti omologhi, le tecniche a disposizione sono diverse e la scelta della più idonea dipende naturalmente da quale o quali difficoltà specifiche vi siano in ciascuna coppia. Nel caso di trattamenti con seme da donatore, può essere realizzata una inseminazione intrauterina o una fecondazione in vitro (FIVET o ICSI). Nel caso in cui i gameti donati fossero ovociti, si procede sempre a tecniche di fecondazione in vitro (normalmente icsi, visto che gli ovociti vengono utilizzati post scongelamento).
Trattamenti per le coppie sierodiscordanti
Il laboratorio del centro Progenies è attrezzato per il trattamento delle coppie in cui uno dei due partner sia portatore di malattie virali sessualmente trasmissibili per infezioni da HIV, HBV od HCV. Per queste coppie, l’elevato rischio di infezione per il partner sano tramite rapporti non protetti, ovviamente necessari alla ricerca di gravidanza, costituisce nei fatti un impedimento al concepimento naturale; la fecondazione assistita è di fatto l’unica possibile opzione per queste coppie. L’approccio al trattamento delle coppie siero discordanti è diverso per ciascuna delle tre patologie e a seconda di quale dei due partner, maschile o femminile, è positivo. Ad esempio, nel caso di pazienti affetti da HIV, i campioni seminali vengono trattati con la tecnica del “lavaggio” (sperm wash) per eliminare la carica virale presente nel liquido seminale e ridurre fino ad eliminare il rischio infettivo per la partner e per il feto. In altri casi, la tecnica utilizzata è quella del gradiente di densità, funzionale all’abbassamento della carica virale.